Anastasio I, imperatore d’Oriente

Anastasio I, imperatore d’Oriente

Anastasio I è stato imperatore Romano d’Oriente, dopo la morte di Zenone per averne sposato la moglie, e regnò dal 491 al 518.

Anastasio divenne imperatore per volontà dell’imperatrice Arianna, vedova di Zenone, che lo sposò. Poichè Anastasio era di fede monosifita (dottrina che negava la natura umana di Cristo), dovette promettere per iscritto che non avrebbe aggiunto nulla alla dottrina ortodossa e che avrebbe rispettato le decisioni del concilio di Calcedonia.

Gli Isauri, gli abitanti della provincia da cui proveniva Zenone, non erano a suo favore e furono allontanati da Bisanzio; crearono una provincia nell’Asia Minore, l’Isauria, facendo guerra all’Impero per cinque anni (491-497).

L’Impero si trovò minacciato dagli Slavi e dai Bulgari, venuti dal Danubio, e dai Persiani. Per difendersi dai primi, Anastasio fece costruire delle forti mura lungo tutto il confine e la capitale. I Persiani vinsero, ma nel 506 dovettero concludere la pace con lui.

Per quanto riguarda i rapporti con i barbari, nel 498 fece un accordo con Teodorico, che in cambio riconosceva l’autorità dell’imperatore, e con Clodoveo, re dei Franchi.

Nel campo sociale proibì i combattimenti nell’ippodromo fra uomini e le bestie. Nonostante la sua promessa, con il tempo Anastasio mostrò la sua preferenza per i monofisiti creando delle insurrezioni, capeggiate dal generale Vitaliano. L’imperatore cercò di colmare queste lotte tra i due gruppi religiosi, che terminarono solo dopo la sua morte. Gli succedette Giustino I.

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