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Il packaging: come viene conservata e protetta la merce

Il packaging consiste nell’imballaggio e nella protezione dei prodotti spediti, conservati in magazzino o venduti, in modo da rimanere nelle migliori condizioni e si tratta di un aspetto molto importante della logistica. Il nome, che è un termine inglese, significa proprio imballaggio.

Il packaging viene usato per due motivi: il primo, come già stato detto in definizione, è un motivo di protezione e di trasporto sicuro del prodotto mentre il secondo motivo è di permettere facilmente a chi legge i codici delle etichette attaccate all’imballo di avere tutte le informazioni di cui si ha bisogno senza dovere aprire ciò che contiene la merce. Inoltre, vengono attaccati anche dei segnali con le dovute avvertenze e indicazioni.

Esistono diversi tipi di imballaggio, classificati in base al numero di prodotti contenuti al loro interno. La singola confezione come una bottiglia, la confezione di uno smartphone oppure l’imballo di una lavatrice, viene definita imballaggio primario. Questi si trova a stretto contatto con il prodotto e rappresenta una unità di vendita per il cliente finale nel luogo dove viene venduto.

Quando più confezioni vengono conservate all’interno di un singolo contenitore, come uno scatolo di diverse dimensioni, quest’ultimo viene definito imballaggio secondario. In genere, lo scopo di questo imballaggio è puramente logistico: semplifica la preparazione del carico e dello scarico di una merce come anche il suo posizionamento all’interno del magazzino o del punto vendita.

Per semplificare ancora di più il trasporto della merce, diversi contenitori possono essere messi sopra un pallet, una struttura di legno costituita da diverse tavole collegate tra loro tramite dei blocchetti di legno aventi delle aperture che permettono il loro spostamento grazie a dei carrelli elevatori o dei strumenti manuali, chiamati transpallet. I pallet rappresentano l’imballaggio terziario.

Ci sono diversi tipi di pallet per il packaging ma quelli usati principalmente in Europa hanno delle dimensioni standard e sono prodotti dall’organizzazione EPAL, l’European Pallet Assocation. Si possono riconoscere i pallet EPAL dal marchio che si trova nei blocchetti in legno contenente la sigla e da un altro marchio che ne indica il trattamento sanitario a cui sono stati sottoposti. All’interno del magazzino i pallet vengono riposti con tutto ciò che contengono sulle traverse delle scaffalature, strutture in metallo progettate a tale scopo.

Vedi anche: La mappatura del magazzino

Dopo avere caricato correttamente un pallet, è necessario accertarsi che le confezioni non si spostino dalle rispettive posizioni. Per farlo, ci si serve di apposite reggette che passano all’interno del vano dove viene inforcato il pallet e che tenga ferma la merce sopra, oppure tramite dei film estensibili o termoretraibili. In quest’ultimo caso, il materiale si ritrae quando viene sottoposto ad una fonte di calore e mantiene la nuova forma dopo il raffreddamento. Tutto questo può essere fatto sia con strumenti manuali che automatici.

La seconda funzione del packaging è quella di riportare tutte le informazione sulla merce contenuta all’interno dell’imballo. Vengono usati, a tale scopo, dei simboli visivi in modo che sia facile capire ciò che vogliono dire. Ad esempio, per indicare un materiale fragile si usa mostrare una figura che ha la forma di un bicchiere di vetro oppure viene utilizzata la figura di un ombrello che protegge dalla pioggia per indicare che la confezione non si deve bagnare. Altri simboli vengono attaccati in vari lati della confezione indicando dove aprire l’imballo e dove non si deve fare oppure da quale lato si può usare il transpallet, un carrello manuale dotato di ruote e quindi che non può passare dove si trovano le tavole inferiori del pallet.