La nascita delle colonie americane

La nascita delle colonie americane avvenne durante il XVI – XVIII secolo, man mano che gli inglesi arrivavano nel continente americano, si diffondevano e sviluppavano il loro commercio e la loro economia. Ma, proprio come nel Sud America, tutto questo non avvenne senza problemi, dolori e difficoltà: la regione era già abitata da altri popoli che non vedevano sempre di buon grado i nuovi arrivati. Alcuni coloni, inoltre, cercarono di imporre le proprie convinzioni e di convertire i nativi americani.

I primi tentativi degli inglesi di colonizzare zone del nuovo continente avvennero verso la fine del Cinquecento, quando Sir Richard Grenville conquistò la Virginia. Nel 1606 nacque la Compagnia della Virginia, un’impresa commerciale, sotto il volere del re Giacomo I, proprio allo scopo di colonizzare quella parte del continente americano. Nel 1607 nacque la colonia di JamesTown.

Nello stesso periodo, molte sette puritane dovettero fuggire a motivo della persecuzione e della intolleranza in Olanda. Alcuni di loro erano esperti nell’industria tessile e concordarono con la Compagnia della Virginia nel 1619 di trasferirsi in Nord America. Questi pellegrini, che fondarono la colonia di New Plymouth, sono conosciuti come padri pellegrini, Pilgrim fathers.

La Mayflower, la nave usata dai padri pellegrini

Nacque la Compagnia della baia dei Massachussets che negli anni fondò altre città e villaggi e divenne un vero e proprio governo guidato da John Winthrop. Poiché il loro obbiettivo era anche di imporre la propria fede, coloro che erano di altre religioni si spostarono nelle zone più a sud e fondarono le colonie del Connecticut, del New Hampshire e del Rhode Island. Insieme a quella di New Plymouth vennero chiamate New England, nuova Inghilterra.

La nascita delle altre colonie americane avvenne durante tutto il Seicento e fino agli inizi del Settecento. Nel 1634, il re inglese Carlo I autorizzò George Calvert, barone di Baltimore a prendere possesso del Maryland.

Nel 1664, gli inglesi conquistarono Nuova Amsterdam, città che la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali avevano acquistato dagli indiani dell’isola di Manhattan. Gli olandesi cercarono di riprendersela ma nel 1774 gli inglesi la ottennero definitivamente e Carlo II Stuart l’assegnò al fratello Giacomo, duca di York, da cui prese il nuovo nome: New York.

Carlo II aveva dovuto fare i conti con la repubblica di Oliver Cromwell. Nel 1660, quando già Cromwell era morto, riuscì a riottenere la corona inglese appartenuta a suo padre e quattro anni dopo diede i territori del New Jersey a due nobili per ringraziarli durante quel periodo. Negli anni successivi nacque la sua colonia. Per lo stesso motivo diede la regione della Pennsylvania a William Penn Jr. il figlio dell’ammiraglio che lo aveva aiutato. William era un predicatore quacchero, religione nata dal puritanesimo calvinista, che nel 1681 trasferì migliaia di aderenti in Pennsylvania sempre a motivo della persecuzione e dell’intolleranza religiosa. Nacque poi la colonia del Delaware, il cui porto chiamato Filadelfia divenne la città più importante di tutto il Nord America colonizzato dagli inglesi.

Infine, nel 1670, attorno a Charlestown si sviluppò la Carolina del Sud. Sotto di essa nacque la Georgia dove, nel 1732, il re inglese Giacomo II manda un sacco di persone per impedire agli spagnoli di espandersi verso nord.

Così nacquero le tredici colonie americane: Massachussetts, New Hapshire, Connecticut, Rhode Island, New York, Pennsylvanya, New Jersey, Delaware, Maryland, Virginia, Nord Carolina, Sud Carolina e Georgia.