Il particolato

Il particolato

Il particolato è l’insieme di minuscole particelle solide e liquide che restano a lungo sospese nell’aria. Sono sottoprodotti delle combustione di acqua, solfati e di molte altre sostanze. E’ anche il principale componente del fumo che esce spesso dal tubo di scappamento dei veicoli.

La combustione consiste in questo caso nella reazione tra un elemento e l’ossigeno allo scopo di creare energia. Tuttavia la combustione forma anche altri prodotti che, in una certa quantità, possono essere nocivi per la nostra salute, tra cui le particelle di particolato.

Queste particelle vengono classificate in base alla loro dimensione che ne determina anche la pericolosità nell’uomo. Vengono indicate con la sigla PM (in inglese, Particulate Matter), seguita dal loro diametro massimo espresso in micrometri (1 µm è uguale a 1 ∙ 10-6 m).

Il particolato grossolano è quello che ha le particelle più grandi, con un diametro superiore a 10 µm e non è in grado di penetrare nell’apparato respiratorio.

Le particelle con diametro uguale o minore di 10 µm sono indicate con la sigla PM10. Esse formano una polvere in grado di prenetare nel naso e nella laringe.

Il particolato fine (sigla PM2,5) è composto da particelle con diametro non superiore ai 2,5 µm ed è in grado di penetrare nei polmoni. Il particolato ultrafine è in grado di penetrare fino agli alveoli dei polmoni, viene chiamato polvere respirabile e le sue particelle non superano il diametro di 1 µm (PM1).

Ci sono infine le nanopolveri, le cui particelle hanno un diametro che va da un minimo 2 a un massimo di 200 nanometri. Un nanometro è un miliardesimo di metro (1nm = 1 ∙ 10-9 m). Le nanopolveri possono causare malattie respiratorie e cardiovascolari ed è essendo molto piccole possono anche entrare negli alveoli, si introducono nei globuli rossi, possono causare tumori e penetrare nel nucleo di una cellula la cui dimensione minima è 1µm.

Proprio a motivo della loro pericolosità, si cerca sempre più di evitare di sprecare energia e di disperderla nell’ambiente o in luoghi chiusi ma di fare in modo di conservarla o di convertirla. Ecco perché ci si serve oggi di forni a microonde o si cerca di produrre auto elettriche. Il Ministero della Salute ha pubblicato qualcosa in merito.

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