Tetrarchia

Tetrarchia

Tetrarchia. Dal greco, che significa “governo di quattro”, “quattro sovrani”. Forma di governo che divideva un paese, uno Stato o una regione in quattro parti, ciascuno governato dal proprio capo o sovrano.

1. Nell’antichità classica questa forma di governo venne adottato in Tessaglia, che si trovava sotto la Macedonia, e in Galazia. In seguito, il termine perse il significato iniziale e indicò un piccolo regno come i vari piccoli regni formati in Giudea quali la Galilea, l’Iturea e la Perea.

2. La tetrarchia riprese il senso originale sotto l’imperatore romano Diocleziano (284-305) per risollevare l’impero dal periodo di anarchia e dalle continue invasioni che stava subendo.

La tetrarchia romana consisteva nel dividere il territorio dell’impero in quattro parti, due in Occidente e due in Oriente. La parte Occidentale e quella Orientale più importanti venivano governate da due Augusti, mentre quelle minori dai due Cesari. Questi ultimi sarebbero diventati imperatori e avrebbero scelto i nuovi successori quando i due Augusti si sarebbero ritirati.

Ciascuno aveva la propria capitale, che veniva scelta da un punto di vista strategico. La tetrachia di Diocleziano non durò a lungo: infatti i figli di alcuni imperatori si fecero acclamare dai loro soldati e crearono scompiglio. Prevarrà Costantino, che instaurerà il sistema dinastico.

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