I termidoriani furono i protagonisti della reazione moderata che seguì il colpo di Stato del 9 termidoro (27 luglio 1794) contro il regime del Terrore instaurato dai giacobini durante la Rivoluzione francese. Il nome deriva dal mese del calendario repubblicano in cui avvenne l’evento, il termidoro, che corrispondeva alla fine di luglio e all’inizio di agosto.
Struttura e politica
I termidoriani erano composti da ex-giacobini moderati, come Paul Barras, Joseph Fouché e Jean-Lambert Tallien, che si erano opposti alla radicalizzazione del Terrore e avevano partecipato alla sua caduta. Erano anche sostenuti da alcuni membri della Convenzione nazionale, come Boissy d’Anglas e François de Neufchâteau, che avevano subito le persecuzioni dei giacobini. I termidoriani si allearono con i girondini, i rappresentanti della borghesia moderata e dei proprietari terrieri, che erano stati eliminati dal potere nel 1793.
La politica dei termidoriani fu caratterizzata da una moderazione e da una reazione contro gli eccessi del Terrore. Essi abolirono il Tribunale rivoluzionario, liberarono i prigionieri politici, ridussero il potere dei comitati di salute pubblica e di sicurezza generale, ristabilirono la libertà di culto e di stampa, e promossero una politica economica liberale. I termidoriani cercarono anche di porre fine alla guerra civile nella Vandea e di consolidare la Repubblica francese contro le potenze straniere.
Tuttavia, i termidoriani non riuscirono a risolvere le profonde divisioni sociali e politiche che avevano caratterizzato la Rivoluzione. Essi dovettero affrontare l’opposizione dei realisti, che volevano restaurare la monarchia, dei giacobini, che volevano ripristinare il Terrore, e dei sans-culottes, che volevano maggiori diritti e riforme sociali. I termidoriani furono anche divisi al loro interno tra fazioni rivali, come i giovani turchi e i vecchi repubblicani. Inoltre, essi non furono in grado di controllare la corruzione e il nepotismo che dilagavano tra i loro ranghi.
La caduta di Robespierre
I termidoriani riuscirono a rovesciare il potere di Maximilien Robespierre, il capo dei giacobini, e dei suoi alleati, che furono ghigliottinati il giorno dopo il colpo di Stato.
Robespierre era un avvocato e un oratore appassionato, che difendeva i principi dell’illuminismo, della democrazia e dei diritti umani. Era convinto che la rivoluzione dovesse eliminare tutti i nemici interni ed esterni, che minacciavano la libertà, l’uguaglianza e la fraternità del popolo francese. Per questo, promosse una serie di misure draconiane, come la legge dei sospetti, che permetteva di arrestare e giustiziare chiunque fosse sospettato di tradimento o di opposizione alla rivoluzione.
Tuttavia, il potere assoluto di Robespierre e la sua intransigenza gli attirarono molti nemici, anche tra i suoi stessi alleati. Tra questi, vi erano i termidoriani, un gruppo di deputati moderati che volevano porre fine al Terrore e restaurare una forma di governo più equilibrata e rappresentativa. I termidoriani erano guidati da Paul Barras, Jean-Lambert Tallien e Joseph Fouché, tra gli altri.
Il 9 termidoro dell’anno II (27 luglio 1794), i termidoriani organizzarono un colpo di stato contro Robespierre e i suoi seguaci, accusandoli di tirannia e di attentare alla sicurezza della nazione. Dopo una giornata di scontri e di tensione, Robespierre fu arrestato insieme ai suoi principali collaboratori, tra cui Louis Antoine de Saint-Just e Georges Couthon. Il giorno dopo, furono tutti ghigliottinati senza processo.
La fine dei termidoriani
Dopo la caduta di Robespierre, i termidoriani abolirono il Tribunale rivoluzionario e la legge dei sospetti, che permettevano le esecuzioni sommarie dei presunti nemici della rivoluzione. Essi promossero anche una politica di indulgenza verso i prigionieri politici e verso i realisti, che avevano sostenuto la restaurazione della monarchia borbonica.
I termidoriani dovettero però affrontare le resistenze dei sostenitori del Terrore, che si organizzarono in società popolari e in insurrezioni armate, come quella del 12 germinale (1° aprile 1795) e quella del 1° pratile (20 maggio 1795). Essi repressero duramente queste rivolte, usando anche l’esercito per disperdere le folle. Essi inoltre approvarono una nuova costituzione, detta del 1795 o dell’anno III, che riduceva il peso del suffragio universale e aumentava quello dei ceti più abbienti. Essi instaurarono infine un nuovo organo esecutivo, il Direttorio, composto da cinque membri nominati dall’Assemblea legislativa.
I termidoriani non riuscirono però a stabilizzare la situazione politica e sociale della Francia. Essi dovettero affrontare le minacce esterne delle potenze europee coalizzate contro la Francia rivoluzionaria, e le minacce interne dei realisti e dei giacobini. Essi furono anche divisi tra loro da lotte di potere e da scandali finanziari. Essi persero progressivamente il sostegno popolare e furono infine spodestati dal colpo di Stato del 18 brumaio (9 novembre 1799) di Napoleone Bonaparte, che pose fine alla Repubblica e inaugurò il Consolato.
