La Mesopotamia: Terra fra due fiumi

La Mesopotamia: Terra fra due fiumi

La Mesopotamia è una regione abbastanza ampia compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate. Il suo nome deriva dal greco Μεσοποταμία che significa appunto in mezzo al fiume o semplicemente Terra fra due fiumi. La regione comprende anche la Terra di Sumer dove i due fiumi sboccano nel Golfo Persico. Attualmente, tutta la regione fa parte dell’Iraq.

La fertilità della zona favoriva lo sviluppo dell’agricoltura e la formazione di villaggi ma per secoli ci furono scontri tra la comunità che si era stabilita lì e quella nomade, formata da popoli che vagavano sempre. Con il passare del tempo le due comunità si amalgamarono e abitarono nella sona meridionale della Mesopotamia. Il nome degli abitanti deriva dalla zona in cui si insediarono e vengono chiamati Sumeri.

Anche altri popoli, come gli Accadi e i Babilonesi iniziarono ad abitare in quella regione. All’epoca il nome degli abitanti deriva dalla città in cui iniziarono ad abitare e successivamente il regno a cui appartenevano. Successivamente, al tempo dell’impero assiro e neo-babilonese, il nome Babilonia indicava la città principale della regione mentre il nome Akkad rappresentava tutta la regione settentrionale della Mesopotamia. La città di Akkad, invece, non è stata ancora identificata.

Cultura e vita religiosa

Le città mesopotamiche erano molto sviluppate, avevano una propria politica, commerciavano, e avevano un tempio dedicato alla divinità che adoravano.

Inizialmente, il tempio era un piccolo edificio che rappresentava la casa di quel dio. Secondo le loro credenze e tradizioni, anche le divinità mangiano e hanno creato gli esseri umani come servitori affinché lavorassero al posto loro. Così le persone portavano i prodotti che coltivavano ai sacerdoti che si trovavano nel tempio e che si occupavano dei sacrifici.

Con il tempo la base del tempio divenne più grande permettendo di costruire edifici che assomigliavano ad una piramide a gradoni, chiamati ziqqurat. Le divinità mesopotamiche erano numerose, ciascuna con diversi poteri e che rappresentavano le grandi forze dell’universo. Alcuni esempi sono:

  • An, chiamato anche Anu, il dio del cielo;
  • Enlil, il dio dell’aria;
  • Enki, il dio della terra e protettore dell’umanità;
  • Inanna, dea sia dell’amore che della guerra.

Quando altri popoli vennero ad abitare in Mesopotamia diedero a questi dei nuovi nomi, lasciando inalterate le credenze religiose.

L’abbondanza di prodotti agricoli rese necessario avere una contabilità. Per fare ciò si usavano delle tavolette di argilla molle dove con un bastoncino si tracciava la figura di un singolo prodotto con accanto dei segni per indicare la quantità presente. Questo tipo di scrittura viene chiamata pittogramma.

Successivamente, vennero accostate più figure per rappresentare azioni o idee, come disegnare una bocca vicino all’acqua per dare il significato di bere. Questo tipo di scrittura viene chiamato ideogramma.

Un altro tipo di scrittura è il sistema fonetico. Venivano disegnate delle figure non tanto per rappresentare il disegno ma al suono della parola che poteva essere uguale ad un’altra. Ad esempio, in sumerico il suono della parola freccia è uguale a quello della parola vita.

Nacque la professione dello scriba, persona che avevano imparato a scrivere dopo anni, figura molto richiesta per i motivi menzionati sopra. Inoltre, per gestire problemi comuni a tutti i cittadini, vi furono degli alti funzionari che si occupavano delle tasse.

La società era divisa in classi sociali che andavano dalla nobiltà, agli artigiani, i commercianti e gli schiavi. Le leggi mesopotamiche mostravano più favore a coloro che facevano parte delle classi più alte, infatti se questi facevano un danno a qualcuno di classe minore la punizione era meno severa rispetto a quando succedeva il contrario.

Storia della Mesopotamia

Dopo essersi sviluppate, le città sumere iniziarono a scontrarsi fra di loro fino a quando prevalse il popolo degli accadi. Il fondatore del primo impero nella Mesopotamia fu Sargon I, che comprendeva tutta la regione e arrivava a toccare il Mare Mediterraneo.

Dopo circa due secoli, gli accadi furono sconfitti dai Gutei, una popolazione nomade. Questi si stabilirono nella regione settentrionale mentre gli abitanti di Sumer riottennero l’indipendenza. Dopo i Gutei, furono gli Amurru a regnare in Mesopotamia, compresa la Terra di Sumer. Questi scelsero come capitale la città di Babilonia, o Babele. La città si espanse quando divenne re Hammurabi che estese il suo impero fino in Siria. Tutto ciò che stato riassunto in questi due paragrafi successe in un periodo di circa 500-600 anni.

Successivamente, la Mesopotamia fu conquistata dall’Egitto e più volte invasa. Ma quando l’Egitto si indebolì altri popoli della regione fondarono dei nuovi imperi.

Il primo nuovo impero fu quello degli Assiri, popolo che viveva nelle montagne e che si ribellarono ai Babilonesi e agli Ittiti. Scelsero come nuova capitale della regione la città di Assur, il cui nome è lo stesso del loro dio nazionale, e arrivano a dominare per un certo tempo anche la Palestina e l’Egitto, quest’ultimo conquistato dal re Assurbanipal nel sesto secolo avanti Cristo (a.C.). A quel tempo, la nuova capitale era Ninive. Dopo la morte di Assurbanipal e di suo figlio, i popoli sottomessi cominciarono a ribellarsi fino a quando Babilonia, guidata dal re Nabopolassar, fondò il nuovo impero.

I babilonesi, dopo avere conquistato tutti i territori, affrontarono un periodo di difficoltà che culminò, nel 539 a.C., con l’invasione della Mesopotamia da parte di Ciro, re dei Persiani. La storia ovviamente continua, con l’arrivo dell’impero greco, della sua frammentazione e dell’ascesa dell’impero romano ma, quando si pensa alla Mesopotamia, ci si riferisce spesso ai popoli che la occuparono nel periodo antico.

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