L’imperatore Adriano

L’imperatore Adriano
Adriano imperatore romano

Adriano è stato imperatore romano dal 117 al 138.

Il suo nome completo prima di diventare imperatore era Publio Elio Adriano ed era nato a Italica, un’antica città della Spagna, nel 76. Suo padre, che aveva lo stesso nome, era cugino di Traiano che governò dal 98 al 117.

Adriano perse il padre nell’86, quando aveva 10 anni di età, e venne affidato sotto la tutela di Traiano. Durante la giovinezza, studiò a Roma la letteratura, l’arte, la scienza, l’architettura, la geometria e la medicina; amava dipingere, suonare, cantare e scrivere versi sia in latino che in greco. A 17 anni intraprese anche la carriera militare.

Nel 96, Traiano venne adottato dal giurista Marco Cocceio Nerva, allora settantenne, che era stato chiamato dal Senato a succedere il defunto imperatore Domiziano. Nel 98, Nerva morì e Traiano divenne imperatore romano.

Durante il regno di suo cugino, Adriano si fece conoscere per le sue tante capacità. Sposò anche Sabina, che era una parente di Traiano. Aiutò l’imperatore a conquistare la Dacia (101-105) e iniziò a governare la Pannonia inferiore. A motivo della sua cultura, ottenne anche il favore dei greci e nel 112 fu eletto arconte in Atene. Divenne negli ultimi anni di Traiano anche governatore della Siria per difendere l’impero dai Parti.

Pare che Traiano esitasse ad adottare Adriano per certi comportamenti discutibili. Fatto sta che quando morì nel 117, l’esercito e il Senato acclamarono e riconobbero Adriano, che all’epoca aveva circa 40 anni, come nuovo imperatore.

L’imperatore Adriano decise di finire la guerra partica rinunciando alle provincie dell’Assiria, della Mesopotamia e dell’Armenia. Tornò quindi a Roma, assicurando l’impero che voleva la pace. Per fare questo decise di viaggiare per le provincie e i confini del suo impero, studiando i bisogni e intervenendo dove ci fosse necessità.

Con i suoi viaggi Adriano poté sia conoscere meglio i vari popoli che vivevano nel suo impero, sia dedicarsi alle sua passioni. Iniziò nel 121 visitando la Gallia, la Germania, la Rezia e il Norico (nell’attuale Austria); in Britannia fece costruire un poderoso vallo per difendere il territori dagli abitanti della Scozia; passò in Gallia, in Spagna e poi in Mauritania, dove pose fine a delle rivolte tribali.

Dopo passo per il Ponto, la Cappadocia, la Frigia, la Bitinia e nel 125 andò ad Atene facendo fare tante costruzioni per abbellire la città. Completò il giro andando in Sicilia e tornò poi a Roma.

Nel 128 ricomincia il viaggio andando in Africa, di nuovo ad Atene, nella Licia, in Panfilia e regioni vicine fino ad arrivare in Siria e in Giudea. Nel 130, andò in Egitto. In tutti quegli anni, l’imperatore Adriano fece costruire edifici, strade, acquedotti; a Roma fece edificare il mausoleo, un sepolcro monumentale dove verranno sepolti anche i successori di Adriano fino a Settimio Severo, e il ponte sul Tevere.

Adriano attuò varie riforme amministrative e finanziarie. Introdusse qualcuno incaricato per il fisco e qualcuno che si occupasse di proteggere i ragazzini poveri; la riscossione delle imposte venne affidata a funzionari imperiali; fece anche compilare l’editto perpetuo (in latino edictum perpetuum). Per favorire l’unità dell’impero, furono rafforzate le provincie e ridotti i privilegi dell’Italia.

Gli ultimi anni di Adriano furono i più difficili per lui. Ebbe problemi con sua moglie e, non avendo avuto figli, non sapeva chi scegliere come suo successore. Dopo un certo tempo, decise di adottare Lucio Ceiono Commodo, ma questi morì nel 138 lasciando un figlio ancora giovane. L’imperatore decise infine di adottare Tito Aurelio Antonino, a condizione che quest’ultimo adottasse il figlio di Commodo.

Anche le sue condizioni di salute peggiorarono a Adriano morì nel 138, lasciando Antonino come suo successore.

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