Alboino, re dei Longobardi

Alboino è stato re dei Longobardi nel periodo in cui questo popolo scese in Italia dalla Pannonia nel 568.

Era il figlio di Audoino e salì al trono tra il 560 e il 565. Prima di scendere in Italia, si era alleato con gli Avari per sconfiggere i Gepidi, loro avversari. Nel 567, uccise Cunimondo, il loro re, costrinse sua figlia Rosmunda a sposarlo e arruolò i superstiti di quel popolo nel suo esercito.

Alboino radunò poi il suo popolo e avventurieri di altre tribù germaniche per migrare verso l’Italia, all’epoca appartenente ai Bizantini, attraverso le Alpi. L’Occidente stava affrontando un periodo di grave crisi la quale facilitò la conquista da parte dei Longobardi.

Il motivo del suo viaggio in Italia non è certo. Secondo la tradizione, riportata dallo storico longobardo Paolo Diacono (720 – 799, circa) sarebbe stato invitato dal generale bizantino Narsete, il quale voleva vendicarsi di com’era stato trattato alla corte, e arrivò in Italia nel 568. Verosimilmente, il passaggio dei Longobardi in Italia avvenne nel maggio del 569; in questo caso Alboino entrò unicamente in Italia per conquistarla e strapparla ai Bizantini.

Alboino a Pavia
Entrata di Alboino a Pavia (Wikimedia Commons)

Arrivati in Italia, i Longobardi conquistarono Verona, Milano (569) e Pavia (571) che divenne la capitale del regno Longobardo. Alboino morì a Verona a causa di una congiura, di cui era coinvolta la stessa Rosmunda. Alla sua morte, i Longobardi avevano conquistato i territori degli attuali Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

Gli successe Clefi.

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