La crisi del Trecento

La crisi del Trecento: come avvenne e le sue conseguenze.

Dopo aver passato un buon periodo a partire dall’anno Mille, favorita in gran parte dalla ripresa agricola, l’Europa si trova, nella seconda metà del Trecento a dover gestire una nuova crisi, chiamata anche “crisi del 300”. A cosa è dovuto?

In realtà questa crisi è dovuta ad un insieme di fattori: prima di tutto la fame e le carestie che poi portarono al diffondersi di gravi epidemie. Questa crisi durò, in varie fasi, fino alle prima metà del Quattrocento.

Causa delle carestie e le sue conseguenze

La ripresa agricola dei secoli precedenti fu dovuta in gran parte all’estensione dei campi coltivabili. Questo per rispondere all’aumento della popolazione di quel tempo. Tuttavia, queste terre erano poco fertili e i raccolti erano sempre più magri, tanto più che in quel periodo ci fu un significativo aumento di pioggia a causa del peggioramento climatico.

I boschi cominciarono a riempire i terreni che erano stati dedicati all’agricoltura, e molti villaggi rurali vennero abbandonati dalle persone che cercarono rifugio e lavoro nelle città.

La denutrizione e le pessime condizioni igieniche del periodo favorirono la diffusione di vaiolo e tifo; i crociati, ritornati in Europa, portarono con sé la lebbra.

Infine, ci fu il diffondersi della peste nelle città, dato che molti vi si trasferirono per poter vivere e le condizioni igieniche, come si è già detto, erano pessime. Questa terribile malattia durò dal 1346 al 1353, causando 25 milioni di morti su 80 milioni di abitanti.

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Effetti nelle città e rivolte

Tutto questo causò problemi economici e sanitari nelle città; tensioni sociali dovute alla mancanza di acquirenti e i lavoratori che volevano salari più elevati come anche l’aumento dei beni di prima necessità, la diminuzione della manodopera e l’abbandono delle campagne.

Purtroppo, ci fu anche chi interpretò tutto questo come un castigo divino e pensò di potere placare l’ira tramite processioni o addirittura flagellandosi o attribuendo la colpa a delle minoranze. Tutti concetti che non vengono neppure presi in considerazione dagli scritti sacri, né sui Vangeli né nell’intera Bibbia, ma che presero piede a motivo della disperazione e della superstizione. Questa manifestazioni, tuttavia, favorirono ancora di più il contagio della peste.

Conclusione

Infine, nel 1453, la peste scomparve dal continente. Si ripresenterà in varie città come Firenze, Venezia e Parigi, in forme più leggere, ogni 8 anni circa, fino all’ultima esplosione nel Seicento.

Ci volle quindi tempo prima di riprendersi del tutto da questa crisi.