Il Donatismo

Il Donatismo
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Il Donatismo è stato un movimento religioso autonomo che si sviluppò nel nord Africa nel IV secolo. Il termine non ha un significato particolare ma deriva da Donato, vescovo dell’antica Casae Nigrae, che si trovava dove oggi c’è la città di Negrine, in Algeria.

Secondo le fonti a disposizione, Donato aveva accusato Mensurio, vescovo di Cartagine, di aver consegnato i libri sacri durante la persecuzione di Diocleziano. Quando il vescovo di Cartagine morì, gli successe Ceciliano, che fu consacrato da Felice.

Poiché entrambi erano considerati traditori, Donato vi si oppose. Altri lo sostennero e iniziarono a formare chiese e comunità proprie.

I donatisti sostenevano che il battesimo e gli altri sacramenti erano validi solo se chi li impartiva era degno di farlo. E’ per questo che non accettarono i due vescovi. Richiedevano, inoltre, un secondo battesimo da coloro che avessero peccato e volevano essere riammessi nella Chiesa.

Donato era anche contrario che gli imperatori romani si intromettessero negli affari della Chiesa. Arrivarono anche a ricorrere alla violenza per sostenere le loro idee. Donato venne esiliato e morì nel 355.

Il donatismo riprese vigore in Africa ai tempi dell’imperatore Giuliano per poi scomparire con l’invasione musulmana. Ad esso vi si oppose Agostino, che non esitò a chiedere l’intervento armato.

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