La rivoluzione agricola dopo l’anno Mille

Gli ultimi secoli precedenti l’anno Mille sono stati particolarmente difficili sia a livello economico che sociale e politico; questo in particolare dopo la fine dell’Impero romano com’era conosciuto allora. Nei decenni e secoli successivi ci sarebbero stati molti cambiamenti e sviluppi che porteranno alla società che conosciamo oggi. Tutto questo fu possibile grazie all’agricoltura, attività base della popolazione europea.

Questa rivoluzione agraria fu possibile nel Basso Medioevo (1000 – 1492) grazie a nuove tecniche di coltivazione e ad un elevato allargamento delle superfici coltivate.

Miglioramenti delle tecniche di coltivazione

Fino a quel tempo veniva usato un aratro semplice, in grado solo di graffiare la terra, senza rivoltarne le zolle. Adesso divenne disponibile l’aratro pesante, dotato di ruote e che veniva trainato dal bue, usato da tantissimo tempo, e dal cavallo.

Il cavallo era più veloce e resistente dei buoi ma i suoi zoccoli sono molto delicati. Per risolvere questo problema si è fatto ricorso alla ferratura. Inoltre, venivano posti sulle sue spalle un collare rigido o un pettorale di cuoio imbottito per dargli più libertà di movimento e non ostacolargli la respirazione. Fu anche introdotto un nuovo tipo di carro a quattro o più ruote che veniva trainato, di solito, da cavalli.

Grazie al progresso della metallurgia, fu possibile mettere i ferri agli zoccoli dei cavalli come anche la produzione di falcetti, vanghe e altri attrezzi agricoli.

La rotazione delle colture

Agli inizi si usava coltivare metà del campo e metà lasciarla a riposo, arata ma non seminata; l’anno successivo la prima metà del campo si riposava mentre l’altra veniva coltivata. Questo sistema di coltivazione viene chiamata a rotazione biennale.

Dopo l’anno Mille si passo ad una rotazione triennale. L’appezzamento veniva diviso in tre parti:

  • In una venivano seminati frumento e segale, che hanno una crescita più lenta, in autunno.
  • In un’altra venivano seminati in primavera avena e orzo, che hanno una crescita più rapida, e legumi. Questo tipo di coltivazione era benefica per il terreno perché restituiva parte delle sostanze perdute.
  • L’ultima veniva non veniva coltivata ma veniva usata per il pascolo o l’alimentazione degli animali, i quali producevano letame per concimare la terra.

Questo nuovo tipo di rotazione era benefica anche a livello economico, dato che il signore della terra e i contadini vendevano di più, e alimentare.

Nuovi terreni

L’estensione delle superfici coltivabili fu dovuta al prosciugamento delle paludi e al disboscamento delle foreste. Oltre per motivi agricoli fu fatto anche per l’aumento della popolazione, che da 40 milioni stimati all’anno Mille arriverà a 80 milioni tre secoli dopo.

Questa espansione penalizza altre attività produttive come l’allevamento, la caccia, la raccolta di legna per costruire attrezzi, case e per cucinare e scaldarsi; tuttavia, a motivo delle circostanze dell’epoca, il bilancio della trasformazione rimarrà a lungo positivo.