La società feudale nel Medioevo: mutazione e crisi

Società feudale | Sistema feudale | Feudalesimo
Paul Brill / Public domain

La società feudale si sviluppò nel Medioevo.

Il feudalesimo nacque come un sistema politico e sociale. Venne fondato da Carlo Magno (742 – 814) e durò per secoli. Il feudo era un pezzo di territorio che un signore dava a qualcuno, chiamato, feudatario, in cambio di contributi o fedeltà. Il feudatario, a sua volta, poteva dividere il suo territorio e affidarlo ad altri. E’ per questo motivo che si parla anche di società feudale.

All’inizio era proprio questo imperatore a dare un feudo come ricompensa per i suoi guerrieri, concedendogli un terzo del reddito della regione loro assegnata. Con il tempo, si diffuse sempre di più.

La frantumazione dell’Impero e le ultime invasioni fecero si che ci fossero due poteri contrapposti in Europa: i titolari dei feudi e gli ecclesiastici.

Lo sviluppo della società feudale

Quando le cose cominciano a migliorare, cambiò anche il rapporto tra il feudatario e i suoi sottoposti. (XI – XII).

Il feudo divenne un vero e proprio bene familiare ereditario. I feudatari ebbero maggiore voce in capitolo dato che il re al potere cominciò a perdere forza politica ed erano loro a provvedere uomini per il suo esercito. Questo comunque causò diversi problemi.

Il successo del regno dipendeva, infatti, dalla fedeltà tra feudatari, tra loro e il re e anche dalla fedeltà tra i signori e i loro vassalli. Non è insolito casi di tradimento e casi in cui i feudatari si rinchiusero nel loro castello e costruirono mura e torri per difendere il loro territorio. Durante la crisi del Trecento, molti abbandonarono i feudi per cercare risorse e lavoro nelle città.

Glossario

Vassallo. Colui che giurava fedeltà al signore

Fellonia. Tradimento di un vassallo nei confronti del suo signore o di quest’ultimo che nega la sua protezione al vassallo.

Corvèes. Lavoro gratuito che il contadino faceva sulla parte del feudo (chiamata pars dominica) gestita dal suo signore.