La tetrarchia di Diocleziano: cos’era e a cosa serviva.

La tetrarchia di Diocleziano: cos’era e a cosa serviva.

La tetrarchia di Diocleziano fu una nuova forma di governo che attuò nell’impero romano per rinsaldarlo dopo gli ultimi anni. Serviva per proteggere l’imperatore ed essere sempre in grado di difendersi dalle invasioni. In cosa consisteva?

Dopo la morte di Aurelio Probo nel 282, scoppiarono un’altra serie di guerre civili nell’impero romano. Nel 284 Diocleziano diventa imperatore, superando completamente la crisi dividendo il suo impero in quattro parti, ciascuno governato da qualcuno; tetrarchia significa infatti “governo di quattro”.

Gli ultimi cinquant’anni sono stati, infatti, caratterizzati dall’anarchia militare: erano le legioni a scegliere gli imperatori ma spesso i comandanti si contendevano il potere. Diocleziano cercò di porre fine a tutto

Caratteristiche della tetrarchia di Diocleziano

L’impero che Diocleziano doveva governare era molto vasto: Dalla Spagna ad ovest, alla sud della Britannia a nord, ad est comprendeva le zone della Grecia e della Palestina e a sud tutte le coste mediterranee dell’Africa.

Il termine tetrarchia significa “governo di quattro”: infatti divise il suo potere imperiale. Assegnò a Massimiano, un’abile militare, il governo della parte occidentale. Diocleziano si prese la parte orientale. Ci furono così due imperatori, chiamati entrambi Augusti.

Entrambi si scelsero un collaboratore, che diedero il titolo di Cesare: Galerio per l’Oriente, Costanzo Cloro per l’Occidente. A questi vennero affidate determinate provincie. In seguito, sarebbero diventati Augusti al posto dei predecessori.

Con questa organizzazione, Diocleziano sperava di porre fine alle guerre civili. Si parla di tetrarchia perché si ebbero, di fatto:

  • Quattro sovrani;
  • Quattro eserciti;
  • Quattro capitali: in Occidente, Milano e Treviri; a Oriente, Nicomedia e Sirmio.

Diocleziano rimase la prima autorità dell’impero: sia il senato che l’esercito persero ogni influenza e l’imperatore pretese per sé il titolo di dominus (“signore”). Voleva anche che il potere imperiale fosse considerato di origine divina.

Entrambi gli Augusti assunsero il titolo di nati dagli dei: Diocleziano si fece chiamare Iovus, inviato di Giove, e diede a Massimiano il nome di Erculio, discendente di Ercole.

Per verificare che questo nuovo tipo di governo funzionasse, dopo venti anni di regno, nel 305 Diocleziano si ritirò e fece fare la stessa cosa a Massimiano, facendo diventare Augusti i loro successori. Tuttavia, i figli di Massimiano e Costanzo Cloro, riterranno ingiusto l’essere stati tagliati fuori e cercheranno di prendere il potere. Sono rispettivamente, Massenzio e Costantino.

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