Il bias dello status quo

Il bias dello status quo è la nostra tendenza a mantenere lo stato attuale delle cose o di una situazione anche il cambiamento porterebbe molti benefici e migliorare la nostra vita.

Il fattore principale di questo bias risiede nel fatto che prendiamo confidenza nella situazione che stiamo vivendo e nella paura di ciò che il cambiamento potrebbe causare. E’ dovuto anche alla tendenza naturale a resistere al cambiamento. Il punto è che anche quando ci troviamo in situazioni che non ci piacciono il nostro cervello cercherà delle soluzioni alternative per avere un minimo di benessere: rapporti di dipendenza, rifugio nell’alcol, nella droga, nella tecnologia, nella pornografia, in rapporti tossici o contrari ai nostri valori e tanto altro a seconda del singolo individuo e di ciò che ha bisogno. Dal momento che è naturale creare uno stile di vita che cerca di equilibrare le situazioni spiacevoli con alcune che attenuano le nostre sofferenze emotive, cambiare può essere difficile.

In altri casi, si tratta semplicemente della difficoltà ad acquisire abitudini migliori e che non fanno attualmente parte della nostra quotidianità, come mangiare cibi salutari, prenderci cura della salute, meditare o fare esercizio fisico. La causa di questa difficoltà è identica a quelle del paragrafo precedente e può essere utile seguire approcci simili. Nel caso di dipendenze potrebbe essere utile aggiungere anche l’aiuto di un professionista, ovviamente.

Come superare lo status quo bias

Per potere migliorare la propria vita, acquisire nuove abitudini, cancellare le vecchie, o liberarsi di una situazione che non ci piace non basta semplicemente prendere una decisione ferma e agire. Specialmente se non ci si è messi nella condizione di potere rimanere fermi nella decisione ci ricadremo molto presto.

  • Innanzitutto, se non si è abituati a cambiare lo status quo conviene iniziare a lavorare su abitudini positive piuttosto che su quelle negative. Avere delle alternative alle vecchie abitudini ci permetterà poi di abbandonarle con più facilità.
  • Iniziare scegliendo un’abitudine semplicissima e che richiede il minimo impegno e sforzo ma che ci permetterà in seguito di essere pronti per nuove abitudini che faranno ragguiungere l’obbiettivo finale.
  • Riflettere su come l’abitudine che vogliamo acquisire ci aiuta a rimanere fedeli ai nostri valori e impostare dei segnali visivi che ci ricordano al momento opportuno di fare quella determinata cosa.
  • Creare l’ambiente intorno a noi in modo tale da renderci più semplice acquisire l’abitudine e impostare un sistema per segnare il completamento di quell’azione.
  • In caso di difficoltà riflettere su cosa ci ostacola e lavorare sull’ambiente, anche sociale, per rendere più semplice acquisire l’abitudine.

Per eliminare una cattiva abitudine possiamo procedere allo stesso modo ma al contrario:

  • Riflettere su come quell’abitudine è in contrasto con i nostri valori fondamentali;
  • Ridurre il più possibile i segnali che ci portano a compiere quell’abitudine; allo stesso modo lavorare sull’ambiente. In questo modo ridurremo la frequenza dell’abitudine solo quando non possiamo davvero farne a meno.

Ad esempio, se decido di mangiare più frutta o bere più acqua al giorno farò in modo che siano visibili nell’ambiente in cui mi trovo, mentre nasconderò dolci e biscotti in modo che sia più “difficoltoso” prenderli e ridurre così la frequenza. Dopo avere acquisito queste abitudini, dopo che fanno parte del mio status quo e non ho problemi ad attuarli, inizierò con l’acquisizione di altre abitudini.

Tutto questo ci rende chiaro come sia molto più difficile vincere delle dipendenze dato che spesso sono la conseguenza di un ambiente e uno stile di vita tossico o che non ci piace e che la modifica di questo ambiente richiede capire le cause e lavorarci con il tempo, impegno, pazienza e aiuto.

Libro consigliato: Fattore 1%: Piccole abitudini per grandi risultati di Luca Mazzuchelli.