In parole semplici, l’effetto alone è la tendenza distorta a giudicare o valutare una persona o cosa soltanto in base ad un’unica caratteristica positiva o negativa. Si tratta quindi di una forma di pregiudizio dato che ci basiamo soltanto sulla nostra concezione della vita o di come siamo stati abituati dalla società.
Questo bias cognitivo può manifestarsi in diversi modi. Potremmo giudicare negativamente un amico o una persona cara per una singola azione che non ci piace e rovinare un rapporto oppure è l’altra persona a fare questo su di noi. Potrebbe anche succedere il contrario, quando valutiamo positivamente una persona in base ad un unico fattore e rimanere delusi in seguito.
L’effetto alone può essere causa anche di altri problemi come bullismo e discriminazione. Nel primo caso una persona, di solito tra i ragazzi, può venire preso di mira a causa di una caratteristica specifica come il suo aspetto fisico, comportamento o una particolare abilità.
La discriminazione va oltre i singoli individui; di solito determinati gruppi, una società o istituzione discrimina, maltratta o addirittura perseguita un altro gruppo in base alla razza, il genere, l’orientamento sessuale o il credo religioso. In entrambi i casi, una singola caratteristica che la consideriamo negativa ci rende ciechi e non ci permette di vedere le persone nella loro interezza.
– Vedi anche: Il bias del punto cieco
Inoltre, questo bias si può manifestare su noi stessi quando valutiamo il nostro valore su una singola caratteristica che ci piace o non ci piace. Frasi come: “Sono grasso”, “sono magro”, “sono alto”, “sono basso” oppure “sono bello”, “sono bravo”, e qualsiasi altra cosa servono solo a etichettarci come se quella caratteristica fosse il nostro tutto. Ancora, si può manifestare quando ad un bambino viene diagnosticato un disturbo e lo giudichiamo soltanto in base a quel disturbo, ignorando i suoi valori e i suoi motivi e bisogni.
Possiamo anche auto discriminarci, giudicandoci negativamente per i nostri gusti, desideri e razza vivendo male la nostra vita. Se cerchiamo poi di reprimere i nostri desideri faremo ancora più danni a noi stessi, perché magari potremmo anche riuscirci ma non saremmo noi stessi, andremmo contro i nostri valori e i risultati negativi sarebbero molto peggiori e a lungo termine.
Combattere l’effetto alone
Combattere questo bias favorisce rapporti sani con noi stessi, migliora il rapporto tra le persone e favorisce società più sane, rispettose e forti.
Per favorire un ambiente migliore possiamo fare le seguenti azioni:
- Riflettere su ciò che è importante per noi, volerci bene e pensare alla nostra crescita;
- Soffermarsi sui valori che spingono una persona a comportarsi in un determinato modo, non cercare di cambiarla o forzare un legame;
- Conoscere e frequentare persone con mentalità diverse per evitare di diventare rigidi. Possiamo farlo di persona ma anche seguendo qualcuno nei social, leggendo siti e riviste che incoraggiano l’accettazione e tramite film e serie tv;
- Quando stiamo con gli altri comportarci coerentemente con questo aspetto parlando e facendo amicizia con persone diverse
Anche le istituzioni possono contribuire al benessere della società stabilendo leggi che tutelino i diritti e le libertà di tutti i cittadini e permettendo che ci siano spazi dove ciascuno possa sentirsi libero di essere se stesso.
