I borghi medievali e lo sviluppo delle città europee

Storia e riassunto sui borghi medievali

I borghi medievali erano piccoli insediamenti vicini ai castelli e ad alcuni tipi di monastero appena fuori città. Vi si trovavano magazzini e botteghe e anche le case di artigiani e mercanti che usavano per passarvi l’inverno per evitare di fare avanti e indietro tra il luogo di lavoro e il domicilio.

Dai borghi medievali alle fiere

Nei borghi cerano anche i mercati che venivano frequentati dai contadini che vivevano lì vicino. Con il tempo i mercati divennero sempre più importanti tanto da trasformarsi in fiere, mercati più grandi dove si scambiavano merci all’ingrosso, cioè in gran quantità.

Molte fiere erano locali (o regionali), che si ripetevano periodicamente. Altre invece avevano un’importanza interregionale o internazionale: queste si susseguivano per tutto l’anno e potevano durare anche diverse settimane; attiravano mercanti e compratori da tutti i Paesi dell’Europa e anche dall’Oriente.

Ogni regione era famosa per dei prodotti specifici: in Francia venivano commerciati i tessuti, in Spagna il grano e il vino mentre in alcune zone dell’Europa Orientale le merci commerciate erano pesce, legname e pellicce.

Le città, essendo le sedi di mercati e fiere, tornarono a prosperare. L’Italia, la Germania e le Fiandre (una regione del Belgio) furono le regioni d’Europa che ebbero più città. Cinque città italiane saranno tra quelle più popolate d’Europa: Venezia, Firenze, Bologna, Genova, Milano; alcune di queste divennero anche centri della cultura italiana.

Lo sviluppo economico e quello agricolo permisero nuovamente la produzione e la circolazione delle monete, prima quelle di rame e d’argento e poi, dal 1400, quelle d’oro.