Il costo di produzione

Il costo di produzione
costo di produzione

In economia, il costo di produzione è la somma di tutte le spese che un imprenditore puro sostiene per ottenere un bene.

L’imprenditore viene definito puro nel senso che non ha una parte lavorativa, fisica nella produzione di quel bene. Piuttosto viene inteso come colui che coordina tutti i fattori produttivi e che colloca i prodotti ottenuti sul mercato.

Nel costo di produzione si considera quindi anche le spese necessarie per allestire e immettere nel mercato il prodotto e la somma dei valori totali o parziali dei singoli fattori produttivi, di capitali e di lavoro, come anche le spese di imposte, tasse, contributi ed eventuali interessi dei capitali usati.

La formula per ottenere il costo di produzione è:

K = Sv + Q + Sa + St + Imp + I + Bf

Di seguito la spiegazione dei vari simboli:

  • K: Costo totale di produzione, la somma di tutte le spese;
  • Sv: Spese varie relative all’acquisto di materiali e servizi il singolo processo produttivo
  • Q: Quote relative all’acquisto, reintegrazione e manutenzione dei materiali e servizi per la singola produzione;
  • Sa: Il salario del lavoratore manuale;
  • St: Lo stipendio del lavoratore intellettuale;
  • Imp: Imposte, tasse e contributi;
  • I: Interesse maturato che spetta a chi conferisce il capitale da investire o usare.
  • Bf: Il beneficio fondiario, il compenso che spetta al proprietario di un immobile

I costi di produzione si distinguono anche in fissi, quando non variano con il variare della produzione come l’affitto di uno stabilimento o di un terreno, e variabili, come le materie prime e l’energia elettrica che aumentano o diminuiscono in base all’aumento e alla diminuzione della produzione. Pertanto il costo totale si ricava anche dalla somma dei costi fissi e dei costi variabili.

Limite di convenienza della produzione

Aumentando la produzione aumenta anche il costo e il ricavo; tuttavia con gli stessi fattori produttivi c’è un limite alla crescita del rendimento della produzione. Questo perché aumentando un singolo fattore produttivo (ad esempio più operai), gli altri fattori ne risentono: potrebbe esserci bisogno di più spazio, materiale e l’azienda non è in grado o nelle condizioni di provvederli.

Pertanto, l’imprenditore organizzerà le cose cercando di aumentare la produzione fino al punto in si realizzerà il massimo profitto, cioè quando si ottiene il prodotto finale con la minore spesa o nel punto in cui la differenza tra il valore del prodotto totale (ottenuto moltiplicando il prezzo di un’unità per la quantità totale) e il costo totale è al massimo possibile.