Giustiniano I, imperatore d’Oriente

Giustiniano I, imperatore d’Oriente

Giustiniano I è stato imperatore romano d’Oriente dal 527 al 565.

Giustiniano venne associato al trono dallo zio Giustino I e gli succedette dopo la sua morte. Fu l’ultimo imperatore a tentare di riunire l’Impero d’Oriente con quello d’Occidente.

Agli inizi del suo regno completò la guerra contro i Persiani iniziata da suo zio. Nel 532, concluse con il re Cosroe I una “pace perpetua”.

Nello stesso anno, scoppio la rivolta di Nika che incendiò Costantinopoli ma, con il sostegno della moglie Teodora e del generale Belisario, riuscì ad avere la meglio. Da quel momento, l’imperatore cominciò a imporsi per evitare che potesse riaccadere una cosa simile.

Dal 528 al 535, fece realizzare il Corpus iuris civilis, una raccolta di norme e sentenze che aveva lo scopo di dare una legislazione chiara e attuale per tutto l’impero. Stabilì stretti rapporti con il papa Agapito e cercò di unificare l’impero anche a livello religioso, combattendo i resti del paganesimo e le cosiddette eresie.

Per poter riunificare l’Impero, Giustiniano doveva riconquistare l’Occidente. Cominciò strappando ai Vandali l’Africa settentrionale dalla Libia al Marocco (533-534) e poi combattendo contro i Goti, per la conquista dell’Italia, dal 525 al 553 (si parla di guerra gotica). Nel 554, Giustiniano conquistò la Spagna meridionale, strappandola ai Visigoti.

Il suo regno, però, fu pieno di difficoltà. La guerra contro i Goti costò all’Italia fame ed epidemie; i Persiani ruppero l’accordo di pace e gli fecero guerra dal 540 al 562; infine fu sempre minacciato a nord dagli Slavi, dai Bulgari e dagli Unni.

Per gestire tutto, dovette gravare il suo popolo da elevate tasse. La sua politica religiosa, inoltre, compromise i suoi rapporti con il papato e si fece nemici la Siria e l’Egitto, influenzati dal monofisismo.

Alla sua morte, gli successe suo nipote Giustino II con l’aiuto della moglie Sofia che era imparentata con Teodora.

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