Le indagini geognostiche

Le indagini geognostiche

Le indagini geognostiche sono dei metodi usati per studiare e conoscere la composizione e le caratteristiche dei materiali che si trovano all’interno della Terra. Da queste analisi si è capito che il nostro pianeta è composto da diversi strati in cui la composizione e lo stato fisico dei materiali della Terra cambia all’improvviso tra una zona e l’altra.

Lo strato più esterno della Terra, quello che noi possiamo vedere e calpestare è la litosfera, formata sia dalle crosta dei continenti che da quella oceanica, che si trova sotto i mari. Assieme a loro, viene aggiunto lo parte superiore del mantello, una zona che si trova tra il nucleo e la crosta terrestre. Ci sono poi altri due strati: l’astenosfera, formate da rocce parzialmente fuse, e la mesosfera che è formata da rocce solide.

Come funzionano le indagini geognostiche

Non è possibile vedere nel vero senso della parola cosa c’è all’interno di un pianeta. Perciò, le indagini dirette che consistono in scavi e perforazioni non permettono di arrivare a grandi profondità ma soltanto potere capire il tipo di minerali che possono esserci sul suolo o sulla superficie degli oceani di una determinata zona.

Molto più utili sono le indagini geofisiche del suolo, che consistono nello studiare le onde sismiche che si propagano durante i terremoti. Quelle che avvengono nel sottosuolo sono di due tipi: le onde P, che modificano le dimensioni delle rocce ma non la loro forma e che possono attraversare anche le sostanze fluide, e le onde S, che deformano le rocce e non sono in grado di attraversare i fluidi.

Dato che la velocità delle onde sismiche aumenta quando attraversano rocce dense e compatte e diminuisce quando attraversano le rocce meno dense e addirittura le onde S si fermano se si trovano a contatto con i fluidi, ogni volta che nei sismogrammi, la traccia completa fatta da un sismografo, strumento usato per misurare la forza di un terremoto, si nota un cambiamento della loro velocità viene individuata una nuova superficie di discontinuità.

La discontinuità, il cambiamento repentino delle onde quando passano tra una zona e l’altra, può essere di tipo litologico quando dipende dalla composizione delle rocce, oppure di tipo fisico se è dovuto a una variazione della densità o dello stato fisico dei materiali. Le principali discontinuità ricavate dalle indagini geognostiche delimitano proprio gli strati della Terra di cui si è parlato sopra: litosfera, astenosfera e mesosfera.

Le discontinuità prendono il nome da coloro che le hanno individuate. La prima che si trova tra la litosfera e l’astenosfera viene chiamata discontinuità di Mohorovicic o di Moho, la seconda si trova tra l’astenosfera e la mesosfera e viene chiamata discontinuità di Gutenberg mentre la terza si chiama discontinuità di Lehman e divide il nucleo in due strati. Nello strato più interno le onde P aumentano la loro velocità, indicando che le rocce al suo interno sono solide.

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