Gli Stati regionali

Mentre in Francia, in Inghilterra, in Spagna e nel Portogallo si stavano formando le monarchie nazionali, in Italia si formarono diversi Stati regionali che non prevalsero l’uno sull’altro. Si formò uno Stato nazionale solo alla fine nel XIX secolo. Per arrivare a questi Stati, dovette nascere prima una nuova forma di governo: la signoria. Le signorie si svilupparono soprattutto al centro e al nord Italia.

In quelle regioni, infatti, si erano sviluppati i Comuni, cosa che non avvenne a sud a motivo dello Stato della Chiesa e del regno normanno, passato agli Angioini. I Comuni si trovarono spesso in lotta tra loro e anche al loro interno c’erano divisioni. Si decise perciò di affidare poteri politici straordinari ad una persona sola: nacque così la signoria.

Alcuni signori furono scelti in modo pacifico, altri si imposero con la forza. Per rendere legittimo il la loro posizione ottenevano da papi e imperatori un titolo nobiliare, marchese o duca, dietro compenso. Le signorie si trasformarono così in principati, dove il signore fondava una sua dinastia.

Fra il Trecento e il Quattrocento diverse città riuscirono ad espandere i propri domini fino a controllare uno o più regioni. Nacquero così gli Stati regionali.

Principali signorie e Stati regionali

Segue un breve riassunto storico di alcune importanti città:

  • Milano fu governata agli inizi del Trecento dalla famiglia dei Visconti. Divenne particolarmente forte ai tempi di Gian Galeazzo (1385 – 1402) che riuscì ad estendere i suoi domini su gran parte dell’Italia settentrionale fino al Veneto e su Lucca, Pisa, Siena e Perugia. Alla sua morte i territori furono divisi tra i suoi eredi che li persero. Filippo Maria Visconti, figlio di Galeazzo, cercò di riprendersi i territori persi; si affidò anche ai capitani di ventura, tra cui Francesco Sforza. Per essere sicuro che quest’ultimo non lo avesse abbandonato per un altro signore, gli diede in moglie sua figlia Bianca. Dato che Filippo morì senza eredi, il potere passò agli Sforza.
  • Venezia non ebbe una signoria ma il governo fu affidato a poche famiglie aristocratiche che comprendevano il Maggior Consiglio, il quale eleggeva il doge. La sua fortuna dipendeva dal commercio ma, quando l’esercito ottomano conquistò i Balcani cercò di estendere il suo dominio nelle regioni del Veneto, del Friuli e della Lombardia, scontrandosi con il ducato di Milano. La città venne chiamata anche, dal 1423 la Serenissima.
  • I Savoia erano originari della Francia ma grazie ad alleanze e matrimoni, riuscirono a governare la Valle d’Aosta, gran parte del Piemonte e la città di Torino. Amedeo VIII di Savoia ottenne dall’imperatore, nel 1416, il titolo di duca.
  • A Firenze la signoria nacque nel Quattrocento. Fino a quel momento alcune famiglie molto ricche governavano la città ma erano spesso in lotta fra loro. Nel 1434, Cosimo dè Medici divenne il signore di Firenze ma fu accorto, assegnando le magistrature comunali ad amici fidati. Suo figlio Piero e suo nipote Lorenzo, detto il Magnifico, seguirono il suo esempio. Nel XVI secolo divennero uno Stato regionale in Toscana.
  • Lo Stato della Chiesa si estendeva dal Lazio alla Romagna. Al suo interno c’erano città potenti, come Bologna, e signorie che non rinunciarono mai del tutto alla loro autonomia. I papi dell’epoca si comportavano come qualsiasi altro sovrano: facevano guerre, stringevano alleanze e promuovevano la cultura e le arti. Alcuni di loro affidavano a parenti titoli o carichi importanti: questa tendenza prese il nome di nepotismo.
  • Dopo la morte di Federico II di Svevia, nel sud Italia si erano formati due regni: quello di Napoli, governato dagli Angioini, e quello di Sicilia, governato dagli aragonesi. Per decenni i due Regni combatterono per conquistare l’altro. Nel 1442 prevalse l’aragonese Alfonso V, detto il Magnanimo (il generoso), che riunificò i due regni e portò la sua corte a Napoli promuovendo lì la cultura. Fino al Seicento, l’Italia meridionale progredì economicamente.

I capitani di ventura

Le compagnie di ventura erano bande di soldati mercenari che combattevano per mestiere e dietro pagamento. Venivano guidate dai capitani di ventura, o condottieri.

Gli Stati italiani si affidavano a questi eserciti ma non era raro che questi ultimi cambiassero signore perché avevano ricevuto un’offerta migliore. Interessante anche quello che scrisse Nicolò Macchiavelli ne Il Principe, cap. XII: “Vogliono ben essere tuoi soldati, mentre che tu non fai guerra; ma, come la guerra viene, vogliono o fuggirsi o andarsene”.

Gli scontri tra gli Stati regionali e la pace di Lodi

Come abbiamo visto, la storia degli Stati regionali è stata caratterizzata da scontri, guerre, desideri di conquista e di mantenere il proprio dominio. Mantenere e pagare gli eserciti mercenari e i loro condottieri portò a difficoltà economiche e instabilità. Inoltre, la conquista di Costantinopoli nel 1453 preoccupò l’Occidente, specialmente l’Italia. Per questo si cercò di trovare un equilibrio

Nel 1454 fu firmato a Lodi un accordo di pace che stabiliva i confini tra il ducato di Milano e quello di Venezia. Dal 1469 in poi Lorenzo il Magnifico agì da mediatore promuovendo la pace tra gli Stati. Le corti, non dovendo più combattere, si dedicarono all’arte e alla cultura. Nacque così il periodo storico chiamato Rinascimento.

Carlo VIII cerca di conquistare il regno di Napoli

La formazione di diversi Stati in Italia fece pensare a nazioni come la Francia e la Spagna, divenute delle monarchie, di trarre vantaggio da questa situazione. Il primo a provarci è stato Carlo VIII di Valois.

Questo re era imparentato alla lontana con gli Angioini che avevano perso il regno di Napoli, adesso in mano agli Aragonesi. Il re di Napoli era suocero di Gian Galeazzo, signore di Milano, che venne fatto imprigionare da suo zio Ludovico Sforza. Quest’ultimo si proclamò signore di Milano e, temendo il suocero, sostenne Carlo VIII nella conquista del Regno di Napoli.

Entrata di Carlo VIII a Firenze
Entrata di Carlo VIII a Firenze

Carlo VIII scese in Italia nel 1494 con molti cannoni di bronzo, mai visti prima nel paese, ma non ebbe bisogno di combattere. Percorse senza problemi Milano, Firenze e anche Napoli, abbandonata dal re Ferdinando d’Aragona. Questo preoccupò i signori italiani i quali formarono una lega antifrancese, formata da Venezia, Stato della Chiesa e Milano. Carlo VIII fu sconfitto nel 1495 nella battaglia di Fornovo e tornò in patria, rinunciando alla sua conquista.

Il tentativo di conquista di Carlo VIII lasciò delle conseguenze a Firenze. I fiorentini, infatti, non furono contenti che il loro signore, Piero dè Medici, si arrese così facilmente e cacciarono la sua famiglia proclamando una nuova repubblica nel 1494. In quel periodo la città fu guidata dal frate domenicano Girolamo Savonarola, nemico sia del papa che dei Medici; quando fu colpito dalla scomunica, però, lo abbandonarono. I Medici rientrarono a Firenze nel 1512.