Gli elementi di transizione

Gli elementi di transizione

Gli elementi di transizione sono tutti quelli che nella tavola periodica degli elementi chimici rientrano nei gruppi che vanno dal 3 al 12. Dato che hanno tutti 1 o 2 elettroni nella parte più esterna dell’atomo possono essere considerati dei metalli e per questo vengono chiamati anche metalli di transizione.

Gli elementi di transizione sono 40 e il loro numero atomico va dal 21 al 30, dal 39 al 48, dal 72 all’80 e dal 104 al 112.

Ciò che li accomuna ai metalli è la loro bassa elettronegatività e le loro caratteristiche fisiche che li rendono ottimi materiali per l’industria metallurgica e per l’edilizia.

Lo stato di ossidazione e le proprietà chimiche di questi elementi varia moltissimo. Il ferro, ad esempio, subisce l’attacco degli agenti atmosferici mentre altri metalli di transizione ne sono immuni.

Segue la descrizione degli elementi più importanti.

Il ferro è il metallo più diffuso dopo l’alluminio e lo si trova in molti minerali. Si trova anche nell’emoglobina del sangue e in altre molecole del fegato e dei muscoli. Reagisce facilmente se viene esposto all’aria umida.

Lo zinco non si trova in natura a causa della sua elevata reattività ma è presente in minerali come la blenda (ZnS) e la smithsonite (ZnCO3).

Smithsonite minerale
Smithsonite

Il mercurio non si ossida facilmente ed è l’unico metallo liquido a temperatura ambiente che ha una grandissima densità. Si trova libero o sotto forma di solfuro, il cinabro (o solfuro di mercurio, HgS). Si lega facilmente ad altri metalli a parte il ferro, il cobalto e il nichel; questa forma di unione viene chiamata amalgama.

Tra gli elementi di transizione ci sono anche i metalli nobili: tra questi ci sono l’oro l’argento e il platino e dato che sono molto rari e costano molto vengono chiamati anche metalli preziosi. Vengono usati, fin dall’antichità, per fabbricare oggetti preziosi e coniare monete.

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