L’anarchia feudale

L’anarchia feudale

Con il nome anarchia feudale ci si riferisce al periodo che va dalla fine del IX a quasi tutto il X secolo dell’Alto Medioevo in tutta Europa.

L’anarchia feudale si tratta di un grande disordine politico causata da continue guerre tra feudatari. L’impero di Carlo Magno era stato diviso tra i suoi nipoti: ciascuno di loro regnava su Italia, Francia e Germania. Lotario, il più grande d’età, aveva anche il titolo di imperatore.

Ciascuno di loro iniziò a servirsi dei feudatari per gestire i cittadini ma con il tempo questi cercarono di prevalere l’uno sull’altro. Nello stesso periodo nuovi popoli approfittarono della situazione e iniziarono a invadere l’Europa.

Le nuove invasioni in Europa

Sempre mentre regnava Lotario i Saraceni, un popolo arabo, attaccarono le coste italiane fino ad arrivare a saccheggiare Roma nell’846. I Saraceni fecero in Italia delle basi fortificate e saccheggiarono diverse città europee.

Dall’827 fino al 902 ci fu la conquista della Sicilia. Furono gli arabi a introdurre nell’isola la coltivazione delle arance, dei mandarini e dei limoni. Resero, inoltre, la città di Palermo un centro culturale ed economico.

Inghilterra e Francia furono invece invase dai Vichinghi, chiamati dagli europei Normanni, i quali si insediarono lì. Questo popolo era conosciuto per i suoi abili marinai. Dall’attuale Norvegia, avevano colonizzato l’Islanda nell’874, per poi raggiungere la Groenlandia e, infine Vinland, che sembra corrispondere alle coste del Labrador, in America. Essi furono i primi europei a raggiungere questo continente, cinque secoli prima di Cristoforo Colombo.

I Normanni vennero sconfitti in Francia nel 911 dal re Carlo III che però non riuscì a cacciarli dal paese: piuttosto, gli diede come feudo la regione chiamata oggi Normandia. Poi, all’inizio dell’XI secolo, un gruppo di Normanni francesi scese nell’Italia meridionale per aiutarlo in una rivolta contro Bizanzio e ottenne come ricompensa la contea di Aversa come feudo.

In seguito, scesero in Italia altri Normanni, tra cui la famiglia degli Altavilla, che conquistarono la contea di Melfi. Questo spinse il papa Leone IX (1049-1054) ad organizzare una spedizione contro di loro. Roberto il Guiscardo lo fece prigioniero ma in seguito (nel 1059) si dichiarò vassallo del successore, il papa Niccolò II, che lo nominò duca di Puglia, Calabria e Sicilia.

La Germania, Francia e Italia vennero invase anche dagli Ungari per un periodo che va dall’896 al 955, quando vennero respinti dall’imperatore tedesco Ottone I e si ritirarono in Pannonia, oggi Ungheria.

L’anarchia feudale in Italia

Anche in Italia ci fu un periodo di anarchia. Dopo che l’impero di Carlo Magno era stato diviso, e morì l’imperatore Carlo il Grosso, uno dei suoi nipoti, i marchesi del Friuli, Toscana, Ivrea e i duchi di Spoleto si attaccarono per ottenere la corona di re d’Italia, nella speranza di influenzare anche il papa.

In ordine, tra l’888 e il 923, divennero re d’Italia Berengario I del Friuli e poi Guido da Spoleto che impose a papa Formoso la consacrazione del proprio figlio Lamberto. Morto Lamberto divenne re Berengario I che perse la corona nel 900 a favore di Ludovico di Provenza e che, nel 905, la riottenne. Nel 926 divenne re Ugo di Provenza, riuscendo anche a controllare per un po’ di tempo i territori pontifici, seguito da suo figlio Lotario e da Berengario II di Ivrea.

L’anarchia feudale ebbe fine quando il re di Germania, Ottone I di Sassonia, depose Berengario nel 951 (in Germania era già finita con suo padre Enrico I nel 919). Il problema dei feudi sorse quando Carlo il Calvo, il nipote di Carlo Magno che aveva ottenuto il regno di Francia, permise ai feudatari di trasmettere i loro feudi ai loro discendenti. In questo modo, il sovrano non poteva più darglieli a chi voleva.

Per risolvere il problema Ottone I decise di affidare i feudi a dei vescovi, noti come vescovi-conti. In questo modo era lui a scegliere le persone di fiducia; inoltre, dato che i vescovi erano obbligati al celibato, non ci sarebbe stato nessuno che avrebbe ereditato la terra.

Questa decisione entrò in contrasto con la Chiesa, dato che era obbligata a giurare fedeltà all’imperatore e non poteva consacrare persone che non erano di stirpe germanica come imperatori. Tutto questo avvenne prima che i Normanni arrivassero in Italia.

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