Caracalla, imperatore romano

Caracalla è stato imperatore romano dal 211 al 217.

Di nome Lucius Septimius Bassianus, si fece chiamare poi Marcus Aurelius Severus Antoninus.

Caracalla era figlio di Settimio Severo e di Giulia Domna. Venne nominato Cesare nel 198 e Augusto nel 209 e succedette al trono alla morte del padre nel 211 assieme a suo fratello Geta. Si sposò con Plautilla, figlia del prefetto Plauziano; per timore della sua potenza, fece uccidere il suocero con l’accusa di cospirazione.

Quando salì al trono, Caracalla fece uccidere il fratello davanti alla madre, che cercò invano di difenderlo, e con la violenza soffocò chi gli si rivoltò contro. Per consolare la madre, la riempì di onori e la rese partecipe del governo.

Per rendere sicuro il suo regno, cercò di guadagnarsi la simpatia dell’esercito aumentando gli stipendi. Per poterselo permettere, proclamò la cittadinanza romana a tutti gli abitanti liberi dell’impero. In questo modo, cercò anche di ottenere ancora di più l’appoggio dei provinciali, politica già iniziata con Settimio.

Caracalla sognava di diventare il nuovo Alessandro Magno. Per questo motivo, aveva iniziato i preparativi contro i Parti. Ma verrà assassinato da una congiura organizzata dal prefetto del pretorio Macrino. Venuta a sapere della sua morte, la madre Giulia Domna, ormai senza figli, si uccise.

Le truppe in Siria proclamarono come nuovo imperatore Elagabalo, parente dei Severi, dopo avere ucciso Macrino che si era proclamato imperatore al posto di Caracalla.