Le colonie americane nel Settecento

Le colonie americane nel Settecento

Le colonie americane che erano sorte e si erano estese nel secolo precedente, nel Settecento erano diventate abbastanza forti da avere un proprio governo e una propria economia.

Dalla fine del Cinquecento e per tutto il Seicento, gli inglesi colonizzarono diversi territori nelle coste occidentali del nord America. Nel 1700 c’erano 13 colonie e gli europei che abitavano lì erano circa 250 000. La crescita demografica fu enorme, dato che in circa 70 anni, nel 1776, arrivarono ad essere due milioni e mezzo, più del quadruplo.

La maggior parte dei coloni, più del 90%, era sparsa in piccoli insediamenti rurali mentre città come Boston, Filadelfia e New York ebbero un notevole sviluppo urbano.

Nel Settecento accaddero diverse cose notevoli riguardanti le colonie americane: dallo scontro con l’Inghilterra arrivarono ad ottenere l’indipendenza e alla nascita degli Stati Uniti d’America.

Caratteristiche delle colonie nel Settecento

Com’è stato detto, c’erano 13 colonie nel Settecento:

  • Massachussetts,
  • New Hapshire,
  • Connecticut,
  • Rhode Island,
  • New York,
  • Pennsylvanya,
  • New Jersey,
  • Delaware,
  • Maryland,
  • Virginia,
  • Nord Carolina,
  • Sud Carolina,
  • Georgia.

Ognuna era nata e si era sviluppata in un periodo diverso ma sempre nello stesso secolo, nel Seicento. Condizioni diverse fecero sì che ci fossero differenze sostanziali tra le varie colonie.

Nelle colonie del nord, chiamate New England, gli abitanti erano per la maggior parte di fede puritana e che avevano instaurato nel tempo un vero e proprio governo con l’obbiettivo di imporre le proprie convinzioni. Il puritanesimo era nato in Inghilterra e si ispirava alla fede promossa da Giovanni Calvino.

Vedi anche: La diffusione del protestantesimo e dell’intolleranza religiosa in Europa.

Le colonie del centro (Pennsylvania, New York, New Jersey e Delaware) erano popolate non solo da puritani ma anche da quaccheri e immigrati olandesi. Dato che nel loro paese di origine venivano tollerate credenze religiose diverse, la loro situazione fu diversa dalle colonie del nord. Nelle colonie del sud (Maryland, Virginia, e nelle due Caroline) prevaleva, invece, la fede anglicana.

La situazione economica in America era completamente diversa da quella europea nel periodo del Medioevo. Non avevano vincoli feudali né un clero da mantenere e neppure un esercito o un re da sostenere. Essendo colonie appartenenti all’Inghilterra, ci pensava quella nazione a proteggere i territori americani dalle invasioni di altri paesi. Questi fattori, accompagnati dalla crescita demografica, l’arrivo continuo di immigrati, l’assenza di vincoli alla produzione e all’espansione del mercato interno contribuirono allo sviluppo economico delle colonie americane nel Settecento. Questo almeno fino a quando l’Inghilterra non emanò leggi che limitavano la produzione e l’esportazione di merci americane.

Contrasti con l’Inghilterra

A livello politico, le colonie americane erano sotto il dominio del re, rappresentato da funzionari e giudici che venivano da Londra ma, seguendo i princìpi del Bill of Rights (1689), ciascuna colonia aveva una forma di autogoverno, un’assemblea di rappresentanti eletti dalla popolazione corrispondente alla Camera dei Comuni a Londra ma con meno restrizioni.

Poiché l’Inghilterra non voleva che altri paesi traessero beneficio dal commercio delle colonie, già a metà del Seicento cercò di averne il monopolio. Nel 1651 il parlamento inglese stabilì che tutto ciò che arrivava o partiva dai suoi porti doveva essere trasportato da navi inglesi (Atto di navigazione). Successivamente, obbligò le colonie a vendere e comprare determinati prodotti esclusivamente con l’Inghilterra.

A metà del Settecento, l’Inghilterra temeva la concorrenza americana e tentò di frenarne il commercio vietando alle colonie di avere fabbriche, fonderie e acciaierie e che il ferro e la ghisa dovevano essere lavorare in Gran Bretagna (Iron act, aprile 1750).

Le cose peggiorarono negli anni 60 del Settecento. Fino a quel momento, i mercanti del New England compravano dalla Martinica la melassa che poi rivendevano alle distillerie di Boston, dove si produceva il rum destinato al mercato inglese o ceduto in Africa in cambio degli schiavi. Nel 1733, tramite il Molases act, l’Inghilterra aveva imposto dei dazi molto elevati ma che le colonie avevano evitato tramite il contrabbando. Nel 1764, il parlamento inglese votò lo Sugar act, che abbassava i dazi della dogana ma che al tempo stesso combatteva il contrabbando.

L’anno successivo, nel 22 marzo 1765, venne approvato lo Stamp act, un’imposta di bollo sugli atti legali, sui documenti commerciali e sui giornali. Le rivolte che seguirono in America portarono il marchese di Rockingham, che era da poco diventato primo ministro, ad abrogare lo Stamp act.

Nell’estate del 1767 furono introdotti nuovi dazi doganali e questo portò ad altre proteste nel Massachusetts. Le proteste durarono fino al 1770, quando cinque manifestanti furono uccisi a Boston. Nel 1773, fu la volta del Tea Party, nel quale l’Inghilterra concedeva alla Compagnia delle Indie orientali il monopolio sulla vendita di tè nelle colonie, penalizzando i mercanti di tè americani e irritando l’opinione pubblica. Per protesta, a dicembre dello stesso anno, nel porto di Boston venne rovesciato in mare un intero carico di tè che si trovava in una nave dell’East India Company e che valeva 18 000 sterline.

Rivolta contro il Tea Party (Dicembre 1773)
Rivolta contro il Tea Party (Wikimedia Commons)

La guerra di indipendenza e la nascita degli Stati Uniti d’America

Il governo inglese non poteva tollerare quello che era successo a Boston e ne decretò la chiusura del porto fino a quando non fosse stata risarcita la Compagnia delle Indie orientali; il generale Gage venne nominato governatore del Massachusetts e furono imposte delle limitazioni all’assemblea legislativa e alla giurisdizione dei tribunali locali.

In America, 12 delle 13 colonie tennero tra settembre e ottobre del 1774 a Filadelfia il primo Congresso continentale dove venne scritta una petizione rivolta al re inglese Giorgio III in cui chiedevano la revoca delle leggi emanato dopo il 1763.

La petizione venne ignorata e il generale Gage venne esortato a ristabilire l’ordine e ad arrestare i capi della protesta. Ma la situazione sfuggì di mano tanto che, ad aprile del 1775, il governo inglese dichiarò lo stato di ribellione del Massachusetts e si ebbero i primi scontri tra i soldati delle colonie e le truppe inglesi.

A maggio si tenne a Filadelfia il secondo Congresso continentale, ormai pieno rappresentante di tutte e 13 le colonie. Venne reclutato un esercito comune e imposto delle tasse per il suo mantenimento; George Washington (1732 – 1799) venne nominato comandante. Infine, il 4 luglio 1776, venne votata la Dichiarazione di indipendenza.

Il Congresso vota l'indipendenza (4 luglio 1776)
Il Congresso vota l’indipendenza (Wikimedia Commons)

Ma già ad ottobre del 1775, l’Inghilterra si stava preparando ad invadere il Nord America e, ad agosto del 1777, le truppe britanniche occuparono New York. In autunno, il generale inglese Corwallis entrò a Filadelfia.

I coloni risposero all’avanzata britannica e sconfissero il generale J. Burgoyne a Saratoga. Questo spinse prima la Francia, poi la Spagna, ad allearsi con gli americani e a dargli aiuti militari e finanziari.

Per qualche anno la guerra continuò fino a quando nei mesi di settembre e ottobre del 1781 le truppe alleate del generale francese Rochambeau e di George Washington ebbero la meglio su quelle del generale inglese Corwallis, il quale aveva prevalso nella Carolina del Sud. Questo evento rafforzò in Gran Bretagna il partito della pace e, nel 3 settembre 1783, con il trattato di Parigi il parlamento inglese riconosce l’indipendenza degli Stati Uniti d’America.

Gli ultimi anni del Settecento furono per le colonie americane un periodo di assestamento a motivo della crisi dovuta alla guerra con l’Inghilterra. Venne redatta una nuova Costituzione ed eletto George Washington come primo presidente della repubblica.