L’impero di Costantino

L’impero di Costantino

L’impero di Costantino durò per 30 anni circa e riunì sia la parte occidentale che orientale, dopo la sua divisione tetrarchica.

Dopo l’abbandono al potere di Diocleziano per vedere se la tetrarchia avrebbe funzionato, ricominciarono in breve tempo le guerre civili. Alla fine la tetrarchia venne formata da Costantino e Licinio, rispettivamente imperatori d’Occidente e d’Oriente, che si divisero il potere con Massimiano e Massimino Daia. Alla fine Costantino prevalse su tutti, conquistando l’intero impero.

Massimiano era stato Augusto assieme a Diocleziano. Dopo essersi ritirati e avendo visto che gli scontri per il potere erano ricominciati, decise di tornare al potere e scelse Costantino come Augusto, dandogli in moglie sua figlia Fausta. Tuttavia, quest’ultimo in seguito lo uccise.

Nel 312, Costantino combatté contro Massenzio, figlio di Massimiano, che cercava di prendersi il potere. Massenzio aveva usurpato il trono imperiale sull’esempio di Costantino e aveva aiutato il padre a riprendere il potere ma fu escluso dalla successione. Nonostante ciò, aveva cercato di farsi un regno. Costantino lo uccise nella famosa battaglia sul Ponte Milvio.

L’impero di Costantino durò dal 307 al 336. Questi veniva dalla Britannia, dalla parte più sperduta dell’impero romano e all’inizio regnava sulla Gallia e sulla Spagna, la parte più occidentale. Durante la sua vita, estendese il suo regno sempre più verso Oriente, fondò la nuova capitale in quella regione e nel corso della sua vita scelse le divinità adorate in Oriente.

Costantino diventò unico imperatore dell’Occidente e Licinio l’unico imperatore d’Oriente. Nel 313 si incontrarono a Milano per rendere pubblica la loro unità e per proclamare la libertà di culto per qualunque religione. Licinio, inoltre, sposò la sorella di Costantino diventando suo cognato.

Negli anni seguenti, Costantino volle prendersi l’Oriente e, gradualmente, tolse parti del territorio a Licinio conquistandoli con la guerra. Nel 324 conquistò l’ultima parte rimasta e scelse Bisanzio come capitale, chiamandola Costantinopoli.

Nella parte orientale dell’impero romano, la fede cristiana era molto più diffusa rispetto all’Occidente ed era ormai divisa in tantissime denominazioni diverse. Costantino convocò un concilio a Nicea, vicino la sua capitale, dove parteciparono circa 300 vescovi per stabilire la dottrina ufficiale delle Chiesa sulla divinità di Gesù. Infatti, a causa della confusione che si era creata nei secoli precedenti cercando di dare un significato ai termini greci tramite la filosofia greca e pagana, si avevano opinioni diverse sull’argomento: c’erano persone che la negavano completamente, chi la sosteneva in parte e chi l’accettava totalmente.

Il concilio di Nicea stabilì che il Figlio era “della stessa sostanza” del Padre, stabilendo questa dottrina come ufficiale per tutta la Chiesa. La Chiesa assunse soprattutto da questo momento gli appellativi cattolica (universale, unica) e ortodossa (che aveva la giusta dottrina). E’ a questa Chiesa che Costantino diede grandi privilegi e quando si parla della sua conversione ci si riferisce alle sue dottrine.

Le riforme durante l’impero di Costantino

Anche Costantino attuò varie riforme amministrative e militari.

Costantino divise l’esercito in truppe stanziate ai confini (limitanei) e truppe centrali (comitatenses); sciolse il corpo dei pretoriani e aumentò il numero dei barbari presenti nell’esercito.

Rafforzò la struttura gerarchica della burocrazia imperiale ma aumentò le tasse e abolì le monete d’argento creando problemi alle classi meno agiate.

Attuò riforme anche sulla Chiesa: diede fondi per la costruzione di sontuose basiliche (gli edifici che oggi chiamiamo chiese) sulle città orientali, come Antiochia e Gerusalemme, si proclamò e si comportò come Capo della Chiesa. Inoltre, la Chiesa iniziò a collaborare con l’impero nella vita pubblica. La Palestina acquistò molta importanza e divenne meta di pellegrinaggio, venendo chiamata terra santa.

I successori di Costantino

Dopo la morte di Costantino, i suoi figli (Costantino II, Costante e Costanzo II) attuarono un massacro di tutti i loro zii e cugini; dopodiché si combatterono l’un l’altro. Rimase come imperatore soltanto Costanzo II (353-361).

In realtà, un cugino di Costanzo, Giuliano, sopravvisse, perché si trovava a studiare ad Atene. Per combattere contro i Persiani e i Germani, Costanzo lo associò al potere e lo inviò nelle Gallie.

I successi di Giuliano fecero sì che la Gallia si ribellò e lo proclamò imperatore. Costanzo partì per affrontarlo ma morì durante il viaggio. Giuliano diventò così imperatore.

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