L’imperatore Costantino

L’imperatore Costantino

Costantino I è stato imperatore romano dal 306 al 337. E’ famoso per il grande cambiamento religioso che l’impero iniziò sotto il suo regno.

Costantino, chiamato anche Flavio Valerio, era figlio dell’imperatore Costanzo Cloro, che faceva parte della tetrarchia iniziata con Diocleziano. Questa era una nuova forma di governo per l’impero romano in base al quale era stato diviso in quattro parti, due nella parte occidentale e altre due in quella orientale. In entrambe c’era un’are più importante dove governava un Augusto mentre le aree meno importanti furono date ai due Cesari che li avrebbero succeduti.

Quando il padre morì, Costantino si fece acclamare imperatore dai soldati nonostante non spettasse a lui la successione. Sposò la figlia di Massimiano, collega di Diocleziano, e si fece riconoscere da lui come Augusto. Lui e il suocero ebbero poi dei contrasti e Costantino lo uccise.

Costantino si alleò poi con Licinio, che governava la parte orientale, e gli diede in moglie sua sorella. I due cognati sconfissero i loro rivali, Massenzio (figlio di Massimiano) e Massimino Daia. Nel 313 i due proclamarono una circolare che metteva fine alle persecuzioni religiose verso coloro che professavano la fede cristiana.

Il loro legame non durò molto. Costantino promosse Bassiano come Cesare, ma questi gli si ribellò istigato da Licinio. Ne seguirono delle battaglie in cui Costantino ottenne la Mesia e la Pannonia.

Nel 324, Costantino respinse una invasione dei Goti in Tracia, che era una provincia di Licinio. Questo spinse Licinio a dichiarargli guerra ma dovette arrendersi. L’anno dopo Costantino lo accusò di tradimento e lo fece mettere a morte. Poco tempo dopo, per oscuri motivi, fece mettere a morte anche Crispo, il suo primogenito.

Divenuto l’unico imperatore, Costantino spostò la capitale a Bisanzio, chiamandola Costantinopoli. Venuto a sapere che le chiese orientali erano particolarmente divisi circa la dottrina della Trinità e della natura di Cristo, e dato che teneva molto all’unità religiosa dell’Impero per motivi politici, convocò un concilio a Nicea a cui parteciparono circa 300 vescovi. Vennero ufficializzate le basi della dottrina trinitaria e la Chiesa assunse i titoli di cattolica (cioè “universale”) e ortodossa (“della giusta dottrina”). Il donatismo, già nel 314, e l’arianesimo vennero dichiarati eretici e le varie comunità dovettero accettare come verità le dottrine professate dalla Chiesa.

Nonostante ciò, Costantino non disdegnò l’arianesimo: Eusebio di Cesarea, la principale fonte scritta nell’impero orientale su di lui, era ariano. E secondo Girolamo, venne battezzato nell’ultimo periodo della sua vita, quando era sicuro che sarebbe morto a breve, da Eusebio di Nicomedia, vescovo ariano. Per di più, il figlio Costanzo II appoggiò pubblicamente l’arianesimo.

Durante il suo regno, Costantino attuò varie riforme: sciolse il corpo dei pretoriani, divise l’esercito tra le truppe di confine e quelle centrali e aumentò il numero dei barbari nell’esercito. L’impero venne diviso in quattro prefetture: le Gallie, l’Oriente, la zona che univa Italia e Africa, e l’Illirico

Sotto il suo dominio si trovarono anche i territori della Palestina che divenne meta di pellegrinaggio.

La conversione religiosa

Da quello che risulta dalle fonti archeologiche, la conversione religiosa di Costantino è stata graduale.

Negli anni successivi alla sua vittoria sul Ponte Milvio contro Massenzio, l’imperatore Costantino fece incidere sulle sue monete d’oro e di bronzo l’immagine del Sole Invitto, divinità orientale il cui culto stava avendo molto successo nei territori dell’impero romano. Dal 318, però, soltanto le monete d’oro portavano l’immagine di questo dio mentre nelle monete di bronzo non veniva riportata nessuna immagine di divinità.

Dopo il concilio di Nicea, avvenuto nel 325, e avere stabilito Bisanzio come sua capitale, in tutte le monete si vede il volto di Costantino guardare verso l’alto. Le sue azioni erano mirate a tenere unito l’impero romano che nei secoli precedenti rischiò più volte di deframmentarsi. Come scritto sopra, soltanto sul punto di morte Costantino potrebbe essersi battezzato.

Vedi anche: La conversione di Costantino

L’impero di Costantino e i suoi successori

Durante il suo impero, Costantino attuò varie riforme amministrative e militari. Divise l’esercito in truppe stanziate ai confini (limitanei) e truppe centrali (comitatenses), sciolse il corpo dei pretoriani e aumentò il numero dei barbari presenti nell’esercito.

L’imperatore Costantino rafforzò anche la struttura della burocrazia imperiale ma aumentò le tasse e abolì l’uso delle monete d’argento. Questo creò problemi alle classi più povere. Per quanto riguarda i suoi rapporti con la Chiesa, sulle città orientali, come Antiochia e Gerusalemme, fece costruire delle basiliche; la Chiesa stessa iniziò a collaborare con l’impero nella vita pubblica. Venne, inoltre, data molta importanza ai territori della Palestina che da quel momento venne chiamata terra santa e diventata meta di pellegrinaggio.

Alla morte di Costantino, il suo impero venne diviso tra i suoi tre figli: Costantino II, Costante I, e Costanzo II. Ma il loro regno fu contrassegnato da nuove crudeltà, rivalità e guerre.

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