Sasanidi, Sassanidi

I Sasanidi, o Sassanidi, crearono un impero e una dinastia dopo avere spodestato quello dei Parti. Il nome deriva da Sāsān, loro antenato che visse come sacerdote a Persepoli prima della distruzione della città da parte di Alessandro Magno.

Si legge e si pronuncia Sasànidi o Sassànidi.

Storia

La dinastia venne fondata da Ardashīr I, dopo avere sconfitto nel 224 l’ultimo re dei Parti, Artabano V. Sin dalla nascita il nuovo impero costituì una minaccia per Roma e l’imperatore Alessandro Severo (222-235) cercò sin da subito di respingerli.

La dinastia sassanide ridiede vita all’antica religione persiana dello zoroastrismo (o mazdeismo) e diede molta importanza alla letteratura e alle arti. La capitare era Ctesifonte.

Tra i sovrani sasanidi ci furono Cosroe I, che aveva concluso la pace con Giustiniano I (527-565), e Cosroe II, che aveva un patto con l’imperatore Maurizio (582-602) ma quando questi venne ucciso da Foca (602-610), dichiarò guerra ai Bizantini.

I sasanidi scomparvero, assieme al loro impero, sotto l’invasione araba avvenuta tra il 634 e il 651.

I sovrani sasanidi

Com’è stato detto, la dinastia e l’impero sassanide fu fondato da Ardashīr (224-241) quando sconfisse l’ultimo re di dinastia Arsacide. Approfittò dell’anarchia sorta a Roma dopo la morte del rivale per estendere i suoi confini.

Gli successe Sapore I (circa 241-270). Questi riuscì a catturare e tenere prigioniero l’imperatore Valeriano (253-260).

Uno dei suoi figli, Bahram I (circa 273-276), è conosciuto per avere perseguitato chi non seguiva la religione ufficiale. Riguardo a questo fu diverso dal fratello Ormisda I (circa 273-276) che fu tollerante nei confronti del manicheismo.

Suo figlio e successore, Baharam II, regnò per circa 17 anni (276 – 293). A causa di conflitti interni nell’impero sasanide, l’imperatore Marco Aurelio Caro (282-283) riuscì a occupare la Mesopotamia e raggiungere la capitale persiana.

Nel frattempo, Diocleziano diventa imperatore e organizza la tetrarchia. Galerio, il Cesare da lui costituito, farà guerra con i Persiani, dal 293 al 296, mentre regnava in Persia Narsete (293-302).

Sapore II, che regnò dalla nascita alla morte (309 – 379), ricominciò la guerra contro i Romani. Fu in quel periodo che Giuliano divenne imperatore (360-361); e fu per essersi spinto contro di loro che il giovane imperatore morì.

I suoi successori combatterono contro l’Armenia e dopo averla annessa cercarono di risolvere i suoi problemi interni. Nel 421-22 Teodosio II, imperatore d’Oriente, gli fece guerra; in Persia regnava Bahrām V (circa 420-438). Successivamente, i sasanidi dovettero combattere contro gli Unni ed ebbero problemi interni e famigliari.

Cosroe I (531 – 579) stipulò la pace con Giustiniano I (527-565) e si oppose al nuovo movimento religioso promosso da Mazdak. La pace con i bizantini non durò a lungo ma Cosroe venne sconfitto nel 576 da Giustino II (565 – 578).

Il nipote Cosroe II (590-628) fece di nuovo guerra con i bizantini ma stipulò la pace con Maurizio (582-602). Quando quest’ultimo venne tradito da Foca, il sovrano sasanide gli fece guerra e conquistò zone dell’Asia Minore e della Siria. Eraclio (610-641) riesce a contrattaccare e arrivare alla loro capitale. Il figlio di Cosroe, Kavad II, concluse la pace con lui.

Yezdegerd III fu l’ultimo re di Persia della dinastia sasanide. Nel 636 i musulmani conquistarono la capitale Ctesifonte e lui dovette fuggire.

Arte Sasanide

I sovrani sasanidi fecero diversi rilievi nelle gole di Naqsh-e Rustam, oggi sito archeologico, dove furono scavate le tombe dei re achemenidi (Dario I, Serse I, Artaserse I, Dario II).

Riveste particolare importanza un rilievo che celebra la vittoria di Sapore I contro Valeriano, posto in basso al centro tra le tombe di due re persiani (vedi e ingrandisci il riquadro sotto).

Per approfondire i singoli rilievi si veda l’articolo di C. A. Pinelli – Enciclopedia dell’ Arte Antica (1963), Treccani.